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Putin's Labyrinth: Spies, Murder, and…
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Putin's Labyrinth: Spies, Murder, and the Dark Heart of the New… (edição 2009)

por Steve Levine

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Documents that bloodshed that has stained Putin's two terms as president, while examining the perplexing question of how Russians manage to negotiate their way around the ever-present danger of violence.
Membro:kiwikatzkatz
Título:Putin's Labyrinth: Spies, Murder, and the Dark Heart of the New Russia
Autores:Steve Levine
Informação:Random House Trade Paperbacks (2009), Edition: Reprint, Paperback, 240 pages
Colecções:A sua biblioteca, Non-Fiction
Avaliação:
Etiquetas:Nenhum(a)

Pormenores da obra

Putin's Labyrinth: Spies, Murder, and the Dark Heart of the New Russia por Steve LeVine

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Mostrando 2 de 2
Putin the Terrible

What is the new Russia? What is really going on there? Does anyone know who Putin really is and where is he taking the country? These are the questions that LeVine attempts to answer in his new book "Putin's Labyrinth".

As a journalist, the book is necessarily made up of a string of interviews, documenting the trail of tears that Putin has left behind since his ascendancy in 2000. LeVine's central thesis is: Russians are accustomed to violence, especially state violence and are therefore conditioned to accept a higher threshold of terror and censorship by the state so long as their standard of living remains at an acceptable level.

There are four major events that LeVine chronicles to demonstrate the evidence of his theory. The first is the Ryazan apartment bombings that killed hundreds in 1999 which many have suspected to have been masterminded by the FSB in an attempt to orchestrate support for Putin's dirty war in Chechnya. The second is the Nord-Ost failed hostage rescue fiasco in an attempt to take out Chechen rebels who had taken a theater crowd hostage. The army gassed the theater taking out the rebels but also close to 200 innocent civilians including children. The third and fourth are the assassinations of dissenters Anna Politkovskaya and Alexander Litvinenko.

Though not directly implicated in any of the four events, LeVine writes: "Putin is responsible because, as with Nord-Ost and Paul Klebnikov's murder, he created the climate of impunity in which someone decided that Anna could die. Putin's rule protects those who are inside the ssytem or at least accept it. Outsiders cannot expect the same protection. That applies to business, politics, or journalism. Violence can be permissible against those deemed to be outsiders." (p. 120)

Overall, the book is an easy read (less than 200 pages) and a very good overview of the dark side of Russia today. LeVine does heavily rely on the books "Blowing up Russia" and "Putin's Russia" by the late Litvinenko and the late Politkovskaya respectively. I haven't read those books but I imagine that if you have, nothing in LeVine's book will surprise you. ( )
  bruchu | Nov 3, 2008 |
Esta crítica foi assinalada por vários utilizadores como um abuso dos termos do serviço. Por isso, não é mostrada (mostrar).
  johnclaydon | Jul 6, 2008 |
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La Russia è sempre la Russia, con un lato oscuro tollerato dalla maggioranza della popolazione”. Steve LeVine, giornalista di Business Week e corrispondente in Russia, Asia centrale e Caucaso per oltre un decennio del Wall Street Journal e New York Times, ha appena scritto un libro sul “labirinto di Putin” – “Putin’s Labyrinth: Spies, Murder, and the Dark Heart of the New Russia” (Random House, 2008) – in cui arriva alla conclusione che lo zar Vlad, ex presidente e attuale premier a Mosca, abbia ereditato una terra nella morsa di una storia brutale che mostra pochi segni di affievolimento. Il motto nazionale russo – dice al Foglio – “è ‘bespredel’, che significa ‘senza limiti’, o ‘tutto passa’. E’ ‘il continuum russo’, che in parte si riferisce all’indifferenza della classe dirigente tradizionale nei confronti della vita e della morte del popolo”. Secondo LeVine i collegamenti tra vecchia e nuova Russia sono tantissimi. “Sotto gli zar e nel periodo sovietico lo stato decideva chi doveva vivere e chi morire. Con Boris Eltsin lo stato ha smesso di uccidere i suoi cittadini e gli assassini si sono riversati nelle strade. Con Putin la situazione è un ibrido”. Resta il mantra “tutto passa”, applicato al perseguimento di un interesse: “Quando nel 2002 ottocento russi furono presi in ostaggio in un teatro moscovita da 41 terroristi ceceni, Putin ordinò di usare i gas e morirono anche 129 ostaggi. Perché la priorità di Putin era uccidere i terroristi, non salvare gli ostaggi”. Secondo LeVine l’attacco alla Georgia è in linea con la tradizione russa di controllo sulle ex Repubbliche sovietiche, e anche di alcuni paesi dell’Europa orientale o centrale. “Putin e Medvedev si sono difesi con forza sostenendo di dover cacciare i georgiani dalla regione separatista. Ma quando i soldati e i carri armati russi hanno sconfinato in territorio georgiano, hanno bombardato Poti e preso anche l’Abkhazia, era la vecchia Russia all’opera”. Cosa c’è in gioco per l’Europa e gli Stati Uniti in questo conflitto? “Per entrambi ora il campo è aperto a crisi strategiche determinanti”, dice LeVine. “Un attacco come quello della Nato alla Serbia di Milosevic non potrebbe più accadere nelle circostanze attuali. Alcuni paesi dell’Europa sono intimoriti, o hanno preso barbiturici, comunque vanno a letto con Putin. Credo che Mosca influenzi a diversi livelli tutti gli stati del corridoio energetico fra est e ovest, ma anche Francia, Germania e Italia. Con loro ora la Russia è in una posizione contrattuale più forte di prima: è ben chiaro adesso che Mosca è pronta ad arrivare quasi ovunque per raggiungere i suoi scopi”.
LeVine ha scritto che “il tallone d’Achille russo è il petrolio” e ha sottolineato come gli Stati Uniti e i loro alleati potrebbero giocare sulla vulnerabilità russa, ancora più palese in questi giorni di crisi mondiale, in cui la Borsa di Mosca ha pagato fin da subito tantissimo. “Per guadagnare il rispetto della Russia – spiega LeVine – non serve la retorica, ma i fatti. Appartenere o no al Wto o al G8 non smuoverà Mosca di un millimetro. La giugulare russa è la sua industria energetica: minaccia la sua strategia in quel campo e otterrai la sua attenzione. Come negli anni Novanta, quando Mosca non ha potuto fermare la costruzione dell’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan, che la bypassava”. Lo storico Richard Pipes nel 2007 disse al Foglio che “l’occidente non deve illudersi sulla possibilità di far collaborare la Russia”, e molti governi occidentali cominciano a convincersi di quest’idea. “L’occidente – ribatte LeVine – può imporre un dialogo su temi che la Russia considera di proprio interesse. I trattati per il controllo bilaterale delle armi, ad esempio, sono possibili. Ma Pipes ha ragione: la Russia agirà come meglio crede. Putin è un avversario formidabile, persegue soltanto quello che crede essere l’interesse russo”. Il presidente Dmitri Medvedev ha ribadito che “non ha paura di niente, nemmeno della Guerra fredda”, anche se poi su certi dossier – come quello afghano – ha continuato la sua collaborazione. Per LeVine non c’è il pericolo di una nuova Guerra fredda, o almeno non di una analoga all’originale. “Potrebbe essere regionale,ma non globale: non è alla portata della Russia. Penso che ci siano speranze per il paese, in termini di democrazia, ma i governi occidentali devono restarne fuori. Non hanno alcun tipo di impatto”. Intanto i 200 peacekeeper europei sono arrivati nella zona cuscinetto tra Georgia e Ossezia del sud, dove è cominciato il ritiro delle truppe russe, come concordato nel piano siglato dal capo del Cremlino con il capo dell’Eliseo, Nicolas Sarkozy. Il 15 ottobre si tiene un incontro tra Europa e Russia, che nelle intenzioni doveva essere decisivo per il futuro delle relazioni ma che già a oggi pare poco incisivo. “Si è visto nella storia recente – conclude scettico LeVine – quanto possano essere efficaci gli osservatori europei”.
adicionada por yamibolo | editarIl Foglio, Amy Rosenthal (Oct 12, 2008)
 
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Epígrafe
Dedicatória
Primeiras palavras
Citações
Últimas palavras
Nota de desambiguação
Editores da Editora
Autores de citações elogiosas (normalmente na contracapa do livro)
Língua original
DDC/MDS canónico
Canonical LCC

Referências a esta obra em recursos externos.

Wikipédia em inglês (1)

Documents that bloodshed that has stained Putin's two terms as president, while examining the perplexing question of how Russians manage to negotiate their way around the ever-present danger of violence.

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